Imposta 0,2% sulle criptovalute: come si calcola
L'Italia tassa le cripto due volte, in due modi strutturalmente diversi. Un'imposta colpisce le plusvalenze quando cedi. L'altra colpisce il valore per il solo fatto di detenere. Chi pensa solo alla prima resta sorpreso, perché la seconda è dovuta anche negli anni in cui non si è venduto nulla.
Che cosa è questa imposta
Si applica un'imposta annuale dello 0,2% sul valore delle cripto-attività detenute, calcolata al 31 dicembre oppure alla data di cessione, e si dichiara nel Quadro RW.
Va letto mettendo l'accento nel punto giusto: si calcola sul valore detenuto, non su una plusvalenza. Comprare e detenere, senza cessioni, senza swap e senza redditi, genera comunque questa imposta se nel corso dell'anno hai detenuto cripto-attività.
Come si esegue il calcolo
- Ricostruisci cosa hai detenuto. Ogni conto su exchange, ogni wallet in autocustodia, ogni posizione. Il Quadro RW riguarda le cripto-attività detenute all'estero e in autocustodia.
- Fissa la data di valutazione. Il 31 dicembre per ciò che detieni ancora, oppure la data di cessione per ciò che hai ceduto durante l'anno. È il dettaglio che rende il calcolo qualcosa di più di una singola fotografia.
- Valorizza ogni posizione in euro alla sua data di valutazione, usando una fonte di prezzo coerente. Annota quale fonte hai usato, perché ti sarà chiesto di riprodurre il dato.
- Applica lo 0,2% al valore.
- Ragguaglia al periodo di detenzione quando un'attività non è stata detenuta per l'intero anno: è proprio per questo che la data di cessione conta come data di valutazione.
Verifica con l'Agenzia delle Entrate l'aliquota vigente, le regole di ragguaglio e l'eventuale soglia minima prima di farvi affidamento, perché il quadro normativo è cambiato più di una volta.
Gli errori che tornano ogni stagione
- Pensare che senza vendite non ci sia nulla da dichiarare. È l'errore più diffuso in assoluto. Il Quadro RW riguarda cosa hai detenuto, non cosa hai fatto.
- Valorizzare tutto al 31 dicembre. Le attività cedute in corso d'anno prendono la data di cessione, non quella di fine anno.
- Dimenticare l'autocustodia. Un hardware wallet non è fuori perimetro solo perché nessun intermediario ne è a conoscenza.
- Usare fonti di prezzo incoerenti. Piattaforme diverse per token diversi, oppure orari diversi, producono un numero che nessuno riesce a riprodurre, incluso te stesso l'anno successivo.
- Confonderla con l'imposta sulle plusvalenze. L'imposta sostitutiva sulle plusvalenze è del 26% per quelle realizzate nel 2025 e del 33% dal 1 gennaio 2026, con aliquota ridotta al 26% per le stablecoin in euro conformi a MiCAR. È un calcolo completamente distinto dallo 0,2%.
Dove si colloca nella dichiarazione
Il Quadro RW porta le cripto-attività detenute e l'imposta dello 0,2%. Il Quadro RT porta plusvalenze e minusvalenze. Il Quadro RL o RE porta altri redditi da cripto ove applicabile. Tutti e tre passano dal Modello Redditi PF, oppure dal Modello 730 se se ne possiedono i requisiti.
L'anno fiscale coincide con l'anno solare, con l'imposta sulle plusvalenze dell'anno precedente dovuta entro il 30 giugno e una seconda rata successiva.
Perché la documentazione è più difficile di quanto sembri
Il calcolo delle plusvalenze richiede solo le transazioni. Questa imposta richiede i saldi a una data, per attività e per piattaforma, valorizzati in modo coerente. È un'interrogazione diversa sui tuoi dati, ed è quella a cui la maggior parte delle persone non sa rispondere per un anno già chiuso, perché gli exchange mostrano il saldo di oggi e non quello del 31 dicembre scorso.
Fotografare i saldi di fine anno quando l'anno finisce, invece di ricostruirli a giugno, è tutta la differenza.
La nostra guida al Quadro RW illustra la dichiarazione, e la fiscalità cripto in Italia il quadro completo.
Informazioni generali, non consulenza fiscale. Le regole cambiano e dipendono dalla tua situazione. Verifica la posizione attuale con l'Agenzia delle Entrate o un commercialista qualificato.
FAQ
Un'imposta annuale dello 0,2% sul valore delle cripto-attività detenute, calcolata al 31 dicembre o alla data di cessione e dichiarata nel Quadro RW. Si applica al valore detenuto e non a una plusvalenza.
Sì. L'imposta colpisce il valore detenuto, quindi un anno di sola detenzione, senza cessioni, swap o redditi, la genera comunque. È l'errore più comune nelle dichiarazioni cripto italiane.
Il 31 dicembre per le attività ancora detenute e la data di cessione per quelle cedute in corso d'anno, con ragguaglio al periodo di detenzione. Verifica le regole di ragguaglio vigenti con l'Agenzia delle Entrate.
No, sono calcoli distinti. Le plusvalenze scontano un'imposta sostitutiva forfettaria, 26% per quelle realizzate nel 2025 e 33% dal 1 gennaio 2026 con aliquota ridotta al 26% per le stablecoin in euro conformi a MiCAR, dichiarata nel Quadro RT. Lo 0,2% riguarda la detenzione nel Quadro RW.
