Criptovalute nel 730 o nel Redditi PF: quale quadro usare
Per la maggior parte dei contribuenti italiani la prima domanda sulle cripto non riguarda quanto si deve pagare, ma su quale modello dichiararle. Ed è una domanda vera, non una formalità: i due modelli sono documenti diversi, con requisiti, scadenze e sezioni diverse.
I due modelli
Il Modello 730 è la dichiarazione semplificata, pensata per lavoratori dipendenti e pensionati, con il vantaggio sostanziale che il rimborso o il debito viene regolato tramite il sostituto d'imposta. Il Modello Redditi PF è la dichiarazione generale, disponibile per tutti e obbligatoria per chi non rientra nel 730.
Le criptovalute si dichiarano tramite il Modello Redditi PF, oppure tramite il Modello 730 se si possiedono i requisiti. La conseguenza pratica è che avere cripto non spinge più automaticamente un dipendente fuori dalla dichiarazione semplificata: è un cambiamento recente ed è il motivo per cui la domanda ricorre così spesso.
Quali quadri servono davvero
Qualunque modello si utilizzi, le cripto toccano più di una sezione. Qui si concentra la maggior parte degli errori, perché molti ne compilano una sola e si fermano.
- Quadro RT: plusvalenze e minusvalenze da cripto-attività. È qui che una cessione produce il proprio numero.
- Quadro RW: le cripto-attività detenute, all'estero o in autocustodia, e l'imposta patrimoniale annuale dello 0,2% sul valore.
- Quadro RL o RE: altri redditi da cripto, ove applicabile.
Il punto che sfugge è che il quadro RW non dipende dall'aver venduto. Un anno di sola detenzione, senza cessioni e senza plusvalenze, comporta comunque il quadro RW. Chi ragiona con la formula "nessun guadagno, nulla da dichiarare" sbaglia proprio per via di quel quadro.
Qual è oggi l'aliquota
Le plusvalenze su cripto-attività sono soggette a un'imposta sostitutiva forfettaria, separata dall'IRPEF progressiva. L'aliquota dipende da quando la plusvalenza è stata realizzata: 26% per le plusvalenze realizzate nel 2025 e dichiarate nel 2026, e 33% per quelle realizzate dal 1 gennaio 2026 e dichiarate nel 2027, con aliquota ridotta al 26% per le stablecoin denominate in euro conformi a MiCAR.
La soglia di esenzione di 2.000 euro è soppressa a partire dal 2025, quindi ogni euro di plusvalenza è imponibile, mentre la soglia resta valida per gli anni precedenti. Verifica le aliquote in vigore con l'Agenzia delle Entrate prima di farvi affidamento.
Come si risolve in pratica la scelta
Se sei un lavoratore dipendente o un pensionato la cui situazione rientra per il resto nel 730, il conguaglio tramite il sostituto d'imposta è un vantaggio concreto e i quadri per le cripto sono disponibili. Se sei un lavoratore autonomo, se hai redditi che il 730 non accoglie, o se la tua posizione è complessa, arriverai comunque al Redditi PF, a prescindere dalle cripto.
Ciò che non deve guidare la scelta è l'idea che un modello nasconda le cripto meglio dell'altro. Entrambi alimentano la stessa amministrazione e la detenzione passa comunque dal quadro RW.
Le date
L'anno fiscale coincide con l'anno solare. L'imposta sulle plusvalenze dell'anno precedente è dovuta entro il 30 giugno, con una seconda rata successiva. Verifica ogni anno le scadenze aggiornate, perché cambiano.
I nostri report fiscali cripto producono i valori per RT e RW pronti da inserire, e la fiscalità cripto in Italia illustra il quadro completo.
Informazioni generali, non consulenza fiscale. Le regole cambiano e dipendono dalla tua situazione. Verifica la posizione attuale con l'Agenzia delle Entrate o un commercialista qualificato.
FAQ
Le criptovalute si dichiarano tramite il Modello Redditi PF, oppure tramite il Modello 730 se si possiedono i requisiti. Avere cripto non esclude più automaticamente un dipendente o un pensionato dalla dichiarazione semplificata: è il motivo per cui la domanda ricorre spesso.
Il Quadro RT per plusvalenze e minusvalenze, il Quadro RW per le cripto-attività detenute e l'imposta patrimoniale annuale dello 0,2%, e il Quadro RL o RE per altri redditi da cripto ove applicabile.
Il Quadro RW non dipende da una cessione. Un anno di sola detenzione comporta comunque il quadro RW e l'imposta dello 0,2% sul valore detenuto, quindi il ragionamento nessun guadagno nessuna dichiarazione è errato proprio per quel quadro.
Un'imposta sostitutiva forfettaria separata dall'IRPEF progressiva: 26% sulle plusvalenze realizzate nel 2025 e 33% su quelle realizzate dal 1 gennaio 2026, con aliquota ridotta al 26% per le stablecoin in euro conformi a MiCAR. La soglia di 2.000 euro è soppressa dal 2025. Verifica le aliquote con l'Agenzia delle Entrate.
